Comunicati Stampa

A Foggia il CAV “Carmela Morlino”

Centri antiviolenza: una guida da condividere con tutte le donne che conosciamo

A Foggia il CAV “Carmela Morlino”

La violenza di genere sembra spesso un mero dato sulle cronache locali. Non pensiamo mai che donne a noi vicine possano essere vittime di violenza – anche perché pensiamo che si tratti sempre e solo di violenza fisica ma non è così.

I Centri Antiviolenza non rappresentano soltanto luoghi di accoglienza, rifugio e protezione, ma sono spazi di scambio, co-costruzione di pratiche, studio e ricerca sui temi del femminismo, dell’emancipazione, delle politiche di genere.

Al fine di dare un segno concreto di attenzione contro la violenza di genere, l’Ambito territoriale di Foggia ha voluto dedicare ed intitolare un centro antiviolenza a Carmela Morlino, donna foggiana barbaramente uccisa dall’ex marito dinanzi ai suoi due figli il 12 marzo del 2015, suo malgrado vittima di una violenza feroce. Il sacrificio di Carmela Morlino è diventato un simbolo per tutte le donne che vivono situazioni di violenza, per tutte le donne che non devono essere lasciate sole.

Il Centro Antiviolenza nasce con questo preciso obiettivo: offrire supporto e sostegno a chi attraversa quell’inferno contro il quale dobbiamo combattere senza riserve, sconfiggendo stereotipi, derive sessiste, abitudini deviate.

Oggi, il centro dedicato alla memoria di Carmela Morlino è affidato alla gestione dell’ATI – Consorzio Matrix – Mondo Nuovo Associazione di Promozione Sociale.

La memoria ha il duplice compito di custodire e trasformare. Custodire il passato è la faticosa strada che le donne ancora oggi percorrono verso una cultura della parità. Trasformare lo sguardo sul futuro, affinché le nuove generazioni si giovino di un’eredità che dia sempre meno spazio alla violenza e restituisca sempre maggior centralità ai legami permeati dal rispetto dell’altro e dalla differenza dell’altro.

Forse è per questo che tra le mura del Centro Antiviolenza Carmela Morlino di Foggia troviamo tanta ricchezza: assieme al dolore c’è tutta la determinazione e la resistenza delle donne a voler mettere luce e parole sulla ancora attuale discriminazione sessista, che dall’esperienza della singola si estende fino a diventare immaginario condiviso, storia comune, eredità e riscatto.

È un luogo in cui chi subisce violenza trova uno spazio protetto e non giudicante di ascolto, condivisione e sostegno nelle loro scelte, valorizzando le loro risorse. Uno spazio dove soprattutto le donne possono riscrivere in autonomia il loro progetto di vita attraverso servizi specializzati che lavorano sulla base di una metodologia dell’accoglienza con un approccio di genere e sui principi della Convenzione di Istanbul, lo strumento giuridico del Consiglio d’Europa volto a prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne.

È un impegno, quello del Consorzio Matrix e dell’Associazione Mondo Nuovo, che mira a supportare quelle donne che chiedono aiuto rispetto alle preoccupanti statistiche che ci parlano di una realtà dove una donna viene uccisa ogni tre giorni e dove solo una minoranza trova il coraggio di denunciare maltrattamenti, violenze fisiche, psicologiche, sessuali, economiche e stalking. «Le donne – afferma la giornalista e scrittrice Concita De Gregori – hanno più confidenza col dolore, è un nemico tanto familiare da essere quasi amico. Strillare disperde le energie, lamentarsi non serve. Trasformarlo, invece. Ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza».

Tra le opportunità che qui si offrono per ripartire e cambiare rotta, uscendo dalla morsa delle minacce e della violenza domestica, è il reddito di libertà, una misura di sostegno economico – istituito con la Legge N. 77 del 17 luglio 2020 – appositamente dedicata alle donne coinvolte in dinamiche relazionali violente, con l’obiettivo di sostenerne l’autonomia abitativa, l’emancipazione e l’indipendenza economica.

Tra gli obiettivi del CAV di Foggia vi è anche la prevenzione della violenza di genere, promuovendo azioni di sensibilizzazione e formazione sul territorio e il rafforzamento della rete territoriale costituito da Enti Istituzionali e associazioni per contrastare il fenomeno della violenza, utilizzando linguaggi condivisi e strumenti di lavoro sinergici. Perché, come scrive la filosofa e psicoanalista Luce Irigaray, «la nostra epoca ha il compito di pensare la differenza sessuale, cioè di rappresentare in modo nuovo la differenza tra uomini e donne e tutto ciò che si declina diversamente in relazione ad essa». Se la voce delle donne spesso è intrappolata in una spirale di violenza che ne paralizza l’agire e l’iniziativa, i servizi, le istituzioni, la rete delle relazioni possono e devono fungere da cassa di risonanza, amplificandola, portandola all’attenzione di chi può accoglierla, indirizzandola o talvolta facendosi portavoce del suo grido, affinché la violenza non resti una “voce fuori dal coro” ma trovi spazio all’interno di una polifonia gruppale che la rinvigorisce e la potenzia. Questo è ciò in cui crede il Consorzio Matrix.

Per maggiori informazioni visita il sito: www.cavmorlinofoggia.it